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Digital imaging & visual storytelling nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Benvenuti a bordo!

Prima di iniziare a navigare nei contenuti di questa Masterclass vorrei darvi il benvenuto e ringraziarvi per essere qui. Se avete già partecipato ad uno dei miei corsi è un piacere ritrovarvi, e vi ringrazio per la fiducia che continuate ad accordarmi negli anni. Se mi conoscete oggi per la prima volta, spero che questo sia l'inizio di un percorso che continueremo insieme.

Per chi ancora non mi conosce, mi chiamo Angelo Ferretti e dal lontano 2005 lavoro nel mondo della visualizzazione architettonica, realizzando immagini e animazioni orientate principalmente al mondo dell'architettura e del design d'interni. Per quasi tutta la mia carriera ho lavorato con la modellazione 3D e il rendering. I miei programmi preferiti al momento sono Cinema 4D e Corona.

In questa Masterclass non vi racconterò come ho abbandonato le tecniche tradizionali (anche perché non le ho abbandonate affatto!) ma vi mostrerò come ho integrato l'intelligenza artificiale nel mio flusso di lavoro quotidiano, e come questo mi abbia permesso di portare i contenuti che creo ad un livello di qualità e di ricchezza di gran lunga superiori al passato. Non solo: l'AI mi ha aperto anche nuove porte e oggi mi permette di fare cose che fino a pochi anni fa erano semplicemente impossibili.


Classico / Moderno

Oggi modellazione e rendering possono essere considerati strumenti tradizionali, classici. Termini che  sottintendono l'esistenza di tecniche più moderne, contemporanee. Eppure è proprio la conoscenza del classico che ci permette di sfruttare davvero gli strumenti più moderni

L'obiettivo della Masterclass non è mostrarvi come sostituire il vecchio workflow con uno nuovo. Quando serve precisione spaziale assoluta, coerenza geometrica e controllo totale della scena, il 3D tradizionale resta ancora imbattibile. L'obiettivo è darvi le informazioni utili a costruire un workflow ibrido, un flusso di lavoro che conserva ciò che funziona delle tecniche classiche e lo arricchisce con l'AI. Un workflow più veloce, più efficiente e più creativo.


Pensare per variazioni

L’AI ha già cambiato il modo in cui lavoriamo: il rendering viene considerato sempre meno come risultato finale e sempre più come una base (di cui possiamo controllare la geometria, la prospettiva, la luce, e le texture principali) su cui costruire ulteriori trasformazioni visive, introdurre complessità e ricchezza, e da cui ricavare variazioni stilistiche o video.

Ma l'AI sta cambiando anche il nostro modo di pensare. Oggi stiamo iniziando a pensare per variazioni anziché che per costruzione sequenziale partendo da zero. Invece di progettare una singola immagine, si può progettare uno spazio di possibilità visive e poi navigarlo fino a trovare la soluzione più interessante.


"Non si può fare."

Preparatevi: sarà un percorso fatto di entusiasmo, ma anche di qualche inevitabile momento di frustrazione, perché l'AI non è magia. Ma la differenza non la fanno i limiti dello strumento: la fa il modo in cui li affrontiamo, e quanto siamo bravi a trovare soluzioni per aggirarli.

Molti pretendono che l'AI faccia qualsiasi cosa, esattamente come la immaginano, al primo tentativo. Non funziona così. L'AI è uno strumento straordinario, ma resta pur sempre una macchina, con i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Se impariamo a considerarla una collaboratrice e non una schiava da cui aspettarsi massima obbedienza, allora riesce a dare il meglio di sé.


E se poi il cliente mi chiede delle modifiche?

La ripetibilità di alcuni processi è (al momento) uno dei grandi limiti dell'AI generativa. Per cui ogni volta che il destinatario del nostro lavoro chiede una piccola modifica, eseguirla lasciando tutto il resto invariato può sembrare un problema (spoiler: non lo è!).

Nella mia esperienza il problema non è mai (o quasi mai) la richiesta il cliente. Il problema è non avergli spiegato come funziona questo nuovo processo. Anche il cliente deve comprendere le possibilità e i limiti di questi strumenti. Quando c'è questa consapevolezza si crea un rapporto di collaborazione molto più efficace e il workflow diventa sostenibile anche in ambito professionale.


Un buon materiale di partenza è tutto

Infine, c'è una cosa che vorrei ricordaste per tutta la Masterclass: un buon materiale di partenza è tutto. C'è una differenza enorme tra scrivere un prompt di poche parole sperando in un risultato eccezionale e partire invece da uno screenshot di un modello 3D, da un disegno o da un'idea chiara, accompagnata da un prompt costruito conoscendo le basi del prompt engineering. L'AI dà il meglio quando noi le diamo una direzione precisa. E gran parte di questa Masterclass sarà dedicata proprio a imparare come costruire quella direzione.

Modello 3d
AI Rendering (Chat GPT) + Upscale (Magnific)
Image to video (Kling 2.6)

Contenuti della Masterclass

Il programma della Masterclass è organizzato in capitoli, ognuno dedicato a un argomento specifico. All'inizio potranno sembrare temi indipendenti, ma alla fine capirete che sono tutti pezzi dello stesso puzzle.

L'obiettivo è guidarvi verso la realizzazione di un vostro progetto finale, in cui mettere insieme tutto ciò che avrete imparato, con il mio supporto. Spero che alla fine della Masterclass non abbiate acquisito semplicemente qualche strumento in più, ma un modo diverso di pensare il vostro lavoro. Se succederà questo, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo!

Potete marcare ogni lezione come "completata" e tracciare i vostri progressi nella pagina Lezioni. Iniziate proprio da questa pagina: cliccate sul pulsante qui sotto e passate alla lezione successiva!


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